Ecocolordoppler: cos'è e quando bisogna farlo

L’ecocolordoppler è un esame non invasivo che si esegue in regime ambulatoriale per verificare o monitorare eventuali patologie vascolari come stenosi arteriose e venose, aneurismi, trombosi e insufficienze venose, oltre che le lesioni aterosclerotiche che ostruendo il flusso sanguigno possono provocare trombi venosi. 

Ecocolordoppler: come avviene l’esame 

L’esame ecocolordoppler è assolutamente indolore ed è eseguito come qualunque ecografia: il medico specializzato applica del gel nella zona del corpo da esaminare e poi vi passa una sonda a ultrasuoni. L’intero esame dura dai 10 ai 20 minuti e al termine la persona può immediatamente tornare ai propri impegni. 

Il gel serve ad assicurare la trasmissione acustica degli ultrasuoni prodotti dal passaggio del sangue nelle vene e l’applicazione dell’effetto doppler agli ultrasuoni consente proprio di misurare la velocità del flusso sanguigno e, in combinazione con la metodologia COLOR che aggiunge i colori rosso e blu nella rappresentazione dell’esame ecografico, permette di individuare e visualizzare in tempo reale i vari vasi sanguigni e la presenza di eventuali patologie. Tramite l’ecocolordoppler è possibile appurare anche le più piccole lesioni delle pareti dei vasi sanguigni (arterie, grossi vasi addominali, tronchi sovraaortici, sistema venoso) consentendo di valutarne con precisione l’entità.

 

Quando sottoporsi all’esame

L’ecocolordoppler è un esame indispensabile per la formulazione di una diagnosi da parte del medico angiologo e/o per il chirurgo vascolare. È prescritto sottoporsi a questo esame in presenza di vene varicose, di placche che ostruiscono il flusso del sangue e potrebbero provocare trombi venosi o embolia, nel caso di diagnosi di malattie arteriose e venose, nello screening di malattie circolatorie nelle persone a rischio, nel caso di malattie circolatorie alle gambe o per appurare la condizione di trombofilia.