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Flebologia

Per tutte le malattie varicose: varici, flebiti, ulcere.

Gambe pesanti e vene in rilievo?
Quali sono i segni e i sintomi delle Vene varicose?

Nella maggior parte dei pazienti, i sintomi non si manifestano fino a che non intervengano stasi venosa ed edema evidenti. Solamente a questo punto, il paziente comincia ad avvertire un senso di pesantezza dell’arto, soprattutto la sera e si accorgerà dell’insorgenza di un edema che inizia nella zona intorno al malleolo, soprattutto nella parte interna. In più in corrispondenza delle vene varicose, vi è spesso una zona in cui si percepisce una sensazione di calore (ipertermia), talvolta accompagnata da forte senso di prurito.

Principali e più comuni sintomi dati dalle vene varicose:

  • Sensazione di gambe pesanti
  • Dolore e/o insorgenza di crampi negli arti inferiori
  • Comparsa di vene ingrossate molto visibili
  • Aumento della temperatura localizzato all’area in cui è presente la vena varicosa
  • Prurito alle gambe, in particolare, nell’area inferiore e in prossimità della caviglia
  • Comparsa di gonfiore nelle caviglie e/o nei piedi

Complicanze

I disturbi riferiti sono spesso dovuti a complicanze sulle vene varicose: si osservano iniziali alterazioni cutanee di tipo eczematoso (arrossamenti e pruriti) che vanno progressivamente aggravandosi fino a giungere all’ulcera varicosa (lesione sanguinante). In altri casi il paziente può sviluppare una flebite superficiale o avere emorragie da rottura di varicosità, che lo spaventano enormemente ma che, fortunatamente, sono sempre facilmente controllabili.

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A causa dell’alterazione della circolazione, i tessuti delle parti colpite sono particolarmente sensibili alle lesioni, perciò infezioni e ferite guariscono lentamente e tendono a trasformarsi in ulcere varicose croniche (non guaribili definitivamente).

Oltre al disturbo patologico, questa malattia condiziona, ancor più le donne, visto il formarsi sulle gambe di gibbosità e protrusioni, antiestetiche, come anche la semplice presenza di piccole varicosità (varici reticolari) e teleangectasie (capillari) che segnano in modo vistoso la cute, divengono un problema.

Piano farmacologico

La terapia farmacologica si basa sull’utilizzo di sostanze “flebotoniche” (cioè sostanze che aumentano il tono della parete venosa in modo da ridurne lo sfiancamento), antiedemigeni (che riducono l’edema), profibrinolitici (che impediscono la formazione dei trombi dovuti alla stasi del sangue) ed antiinfiammatori. Tuttavia, non esiste alcuna documentazione scientifica che dimostri che i farmaci siano in grado di intervenire andando ad agire sulle vene varicose. Ciò nonostante, non sono del tutto inutili perché svolgono una valida azione sui sintomi, riducono il senso di pesantezza e l’edema serotino, ma non sono risolutivi.

Terapia

Questo tipo di patologia veniva affrontato a livello interventistico tradizionale, negli ultimi decenni sono state implementate delle tecniche, che si sono dimostrate eccellenti.

Tra questi l’intervento laser, è divenuto un trattamento d’elezione per questo tipo di patologia, si tratta di una procedura mini-invasiva, ambulatoriale, che permette l’eliminazione delle vene varicose.

Trattamento d’elezione

Il trattamento viene eseguito in anestesia locale e sotto guida ecografica e lo scopo è quello di eliminare la vena varicosa attraverso il calore generato dal laser. Rispetto ai classici interventi chirurgici, dove le procedure endovascolari non consentono di riprendere le attività quotidiane in tempi molto brevi, questa operazione permette subito dopo l’intervento la ripresa alla propria attività sociale, l’assenza di cicatrici e di dolore durante e dopo l’intervento.

Lo sviluppo tecnologico favorisce una medicina semplificata e “day hospital”, che consente al paziente di ottenere trattamenti diagnostici e terapeutici senza interrompere le proprie abitudini o attività.