Un’alternativa moderna e mini-invasiva alla chirurgia tradizionale

A cura del Dott. Fabio Borin

I disturbi venosi agli arti inferiori rappresentano una delle problematiche più comuni nella popolazione adulta, in particolare tra le donne, ma non solo. La sensazione di pesantezza, il gonfiore, i crampi notturni e la comparsa visibile delle vene varicose sono sintomi frequenti che spesso peggiorano con il passare del tempo se non trattati adeguatamente.

Tra le cause principali di queste manifestazioni vi è l’insufficienza venosa cronica, una condizione in cui le valvole presenti all’interno delle vene non funzionano più correttamente, causando il ristagno del sangue verso il basso (reflusso venoso), invece che favorirne il ritorno verso il cuore. Questo fenomeno porta, progressivamente, alla dilatazione delle vene, all’insorgenza di varici e a un deterioramento della qualità della vita del paziente.

 

Negli ultimi decenni, grazie all’evoluzione della tecnologia medica, sono state sviluppate tecniche sempre meno invasive per il trattamento di questa patologia. Tra queste, il trattamento laser endovenoso con laser a diodi rappresenta oggi una delle soluzioni più efficaci, sicure e ben tollerate dai pazienti.

Cos’è il trattamento laser endovenoso?

Il trattamento laser endovenoso (abbreviato come EVLT, dall’inglese “EndoVenous Laser Treatment”) è una procedura mini-invasiva che consente di chiudere in modo permanente la vena malata, eliminando il reflusso emodinamico responsabile dei sintomi e delle varici.

La procedura viene eseguita in anestesia locale, e consiste nell’introdurre, sotto guida ecografica, una sottile fibra ottica all’interno della vena da trattare (di solito la grande safena o la piccola safena). Una volta posizionata correttamente, la fibra viene attivata e rilascia energia laser che riscalda le pareti della vena, provocandone la chiusura.

 

Nel giro di poche settimane, la vena trattata si trasforma in un cordone fibroso che viene riassorbito dall’organismo, senza lasciare esiti estetici significativi.

Il laser a diodi: caratteristiche e vantaggi

Il laser a diodi è uno dei tipi di laser più utilizzati in ambito medico per il trattamento endovenoso. La sua efficacia si basa sulla capacità di emettere un’energia termica altamente focalizzata, in grado di coagulare selettivamente le pareti della vena malata senza danneggiare i tessuti circostanti.

I laser a diodi impiegano diverse lunghezze d’onda (tipicamente 810 nm, 940 nm, 980 nm, fino a 1470 nm), ma negli ultimi anni si è affermata l’efficacia dei laser a diodi ad alta lunghezza d’onda (1470 nm o superiori), che consentono una distribuzione dell’energia più uniforme e una minore invasività tissutale, con una ridotta incidenza di dolore post-operatorio, ecchimosi e infiammazione.

I principali vantaggi del laser a diodi:

 

  • Precisione selettiva: agisce in modo mirato sulla vena da trattare, minimizzando i danni ai tessuti circostanti.

  • Minore dolore post-operatorio: rispetto ad altri tipi di laser o alla chirurgia, il dolore e l’infiammazione post-trattamento sono significativamente inferiori.

  • Tempi di recupero rapidi: il paziente può tornare alle normali attività già il giorno successivo, con l’unica precauzione dell’uso di calze elastiche contenitive.

  • Minime cicatrici: il trattamento avviene tramite micro-incisioni o punture, senza bisogno di tagli chirurgici visibili.

  • Alta percentuale di successo: la chiusura definitiva della vena trattata supera il 95% dei casi, con risultati stabili nel tempo.

 

Come si svolge il trattamento?

 

Il trattamento laser endovenoso con laser a diodi è ambulatoriale e dura generalmente tra i 30 e i 60 minuti, a seconda della lunghezza e della posizione della vena da trattare.

Le fasi principali:

 

  1. Valutazione ecografica pre-operatoria
    Fondamentale per identificare il tratto venoso da trattare e pianificare il corretto posizionamento della fibra laser.

  2. Anestesia locale tumescente
    Viene iniettata una soluzione anestetica attorno alla vena per isolare termicamente i tessuti circostanti e garantire il comfort del paziente.

  3. Introduzione della fibra laser
    Attraverso una piccola puntura, viene inserita una guaina e poi la fibra ottica nella vena, con controllo ecografico costante.

  4. Erogazione dell’energia laser
    La fibra viene lentamente ritirata mentre emette energia, causando la chiusura della vena.

  5. Bendaggio e calza elastica
    Alla fine della procedura si applica un bendaggio compressivo e il paziente indossa una calza elastica da mantenere per alcuni giorni.

 

Differenze con l’intervento chirurgico tradizionale

Il trattamento laser ha progressivamente sostituito la stripping venoso tradizionale, ovvero l’asportazione chirurgica della vena safena. Anche se ancora indicato in alcuni casi particolari, l’intervento chirurgico classico è oggi meno praticato a causa di una maggiore invasività e tempi di recupero più lunghi.

 

Aspetto

Trattamento Laser Endovenoso

Chirurgia Tradizionale (Stripping)

Tipo di anestesia

Locale

Generale o spinale

Invasività

Mini-invasivo, nessuna incisione ampia

Invasivo, incisioni multiple

Dolore post-operatorio

Lieve

Moderato o marcato

Recupero

Immediato (1-2 giorni)

Più lento (7-15 giorni)

Estetica

Nessuna cicatrice visibile

Cicatrici cutanee

Rischi

Minimi (ematomi, flebiti)

Maggiori (infezioni, emorragie)

Efficacia a lungo termine

Molto alta (>95%)

Buona, ma con rischio di recidiva

 

Linee guida internazionali

Secondo le linee guida NICE (CG168), aggiornate e largamente riconosciute a livello internazionale, il trattamento di prima scelta per le vene varicose sintomatiche è:

L’ablazione termica endovenosa, in particolare il trattamento con laser endovenoso (EVLA).

Sulla base delle evidenze disponibili, il trattamento laser (EVLA) è oggi considerato il trattamento di elezione per le vene varicose degli arti inferiori. È preferibile rispetto alla chirurgia tradizionale per via della minore invasività, tempi di recupero più rapidi e migliori risultati clinici.

Tuttavia, ogni caso viene valutato singolarmente: in alcune situazioni specifiche, altri trattamenti (come la scleroterapia con schiuma o la chirurgia) possono essere indicati, soprattutto se non è possibile eseguire l’ablazione termica.

Ma il paziente deve essere messo in condizioni di conoscere i pro e contro di ogni intervento per meglio poter scegliere con un consenso informato.

 

 

Indicazioni e controindicazioni

Il trattamento laser endovenoso è indicato per:

  • Insufficienza della vena grande safena o piccola safena

  • Varici sintomatiche o estetiche

  • Reflusso venoso documentato ecograficamente

  • Fallimento di trattamenti conservativi (calze elastiche, terapia farmacologica)

Controindicazioni relative possono includere:

  • Trombosi venosa profonda in atto

  • Infezioni cutanee nella zona di accesso

  • Gravidanza

  • Pazienti non collaboranti o con gravi comorbidità non compensate

 

 

Dopo il trattamento: cosa aspettarsi?

Il decorso post-operatorio è generalmente rapido e ben tollerato. Nei giorni successivi possono comparire:

  • Sensazione di tensione lungo il decorso venoso trattato

  • Piccoli lividi o ecchimosi

  • Lieve arrossamento o calore

Tutti questi sintomi sono transitori e si risolvono spontaneamente nel giro di 1-2 settimane.

Si raccomanda:

 

  • Camminare sin da subito per favorire il ritorno venoso

  • Indossare calze elastiche per almeno 7-10 giorni

  • Evitare sport intensi, bagni caldi o esposizione solare diretta per circa 2 settimane

Conclusioni

Il trattamento laser endovenoso con laser a diodi rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci e moderni per la gestione dell’insufficienza venosa degli arti inferiori. Rispetto alla chirurgia tradizionale, offre una soluzione meno invasiva, più rapida e con ottimi risultati estetici e funzionali.

Come ogni procedura medica, richiede un’attenta valutazione clinica ed ecografica da parte dello specialista, al fine di identificare il trattamento più adatto a ogni singolo paziente.

 

Per chi soffre di vene varicose o sente i sintomi tipici dell’insufficienza venosa, un consulto precoce può fare la differenza. Intervenire in tempo significa prevenire complicanze future e migliorare significativamente la qualità della vita.

Dott. Fabio Borin

Fabio Borin